Il viaggio

29.07.2024

La partenza.

Il primo giorno sola, senza il portafogli pieno.

Dopo aver fatto colazione, pagata questa volta da altri, salgo in stazione e l'istinto è quello di entrare in libreria per comprare un libro o dei libri da leggere in treno… realizzo di non avere soldi a disposizione, vago per un po' dentro e fuori dalla libreria… e in un istante mi ritrovo dentro un bar, in fila alla cassa per un cappuccino… ma di nuovo esco… respiro un attimo, mi fermo a guardare le persone, mi sento un po' persa… raccolgo il mio bagaglio lasciato temporaneamente in un angolo del bar e mi avvio verso il binario.

Sul treno i primi pensieri…

Non l'avrei mai detto, sento il vuoto e sto bene nel vuoto, quel vuoto del quale ho sempre avuto paura ora mi sta facendo piacevole compagnia. Sola con i miei pensieri, libera. Il peso degli impegni quotidiani portati avanti con fatica, ma anche con quella passività che non mi faceva probabilmente sentire ciò che invece dentro di me era già presente. E' come fermarsi a sentire il canto degli uccellini, lo si percepisce bene nel silenzio del bosco.

Nel contempo nasce un pensiero… scusami, scusami, scusami, scusami. Ti ho fatto troppo male… ti ho deluso. La vergogna mi ha impedito di darti quell'abbraccio e di lasciare due righe scritte.

Treno "frecciarossa" 9803 delle 7,45 carrozza 1 posto 11 verso Bologna per indefiniti giorni da passare ospite di un'amica… e vediamo poi dove mi porterà veramente questo treno, almeno con la mia mente. Ancora mi domando come possa essere stata così sorda e così cieca nel non vedere che stavo sgretolando qualcosa di meraviglioso… la mia famiglia!

Sono qui sola su una comoda poltrona verso l'ignoto, soprattutto della mente e… non l'avrei mai detto, sento il vuoto e sto bene nel vuoto, quel vuoto del quale ho sempre avuto paura ora mi sta facendo piacevole compagnia. Sola con i miei pensieri, libera. Il peso degli impegni quotidiani portati avanti con fatica, ma anche con quella passività che non mi faceva probabilmente sentire ciò che invece dentro di me era già presente. E' come fermarsi a sentire il canto degli uccellini, lo si percepisce bene nel silenzio del bosco. Abbandonata sulla comoda poltrona osservo il mondo come mai avevo fatto, almeno negli ultimi concitati anni della mia vita. Mi lascio servire un tea caldo con biscottini… e sì, sul freccia rossa lo fanno!.. Sono in uno stato di quiete, sola con me stessa, ma quieta! Un po' serena e un po' a piangere, ma ora sento le mie emozioni… e lo definirei il tepore delle emozioni… belle, meno belle, ma pur sempre emozioni… e in questo modo sono presente al presente!